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Big Data, un treno da non perdere…

Le PMI di tutto il mondo devono attrezzarsi velocemente se vogliono sfruttare le potenzialità dei dati in ambito business. La capacità di gestire le informazioni raccolte determinerà la competitività di ogni azienda. 

Non analizzi i dati relativi al tuo business? Attivati immediatamente… Il rischio di perdere competitività sui mercati, a causa della mancata adozione di soluzioni per la gestione dei Big Data, accomuna il 65% delle aziende nel mondo. Un Rapporto realizzato da Capgemini ed EMC rivela che, tra gli oltre 1.000 decision maker intervistati, più della metà constata un aumento di competitors nei rispettivi settori. Ciò significa che le piccole realtà, le startup e le PMI innovative riescono, grazie alla raccolta e all’analisi delle informazioni, a ritagliarsi fette di mercato inaccessibili fino a qualche anno fa. In particolare, il 27% dei decision maker teme la concorrenza dei player di altri settori mentre il 53% è pronto a fronteggiare l’esuberanza delle startup data-enabled. Se la storia ci insegna quanto l’informazione sia stata un’importante strumento del potere politico, il business del futuro ci mostrerà invece le potenzialità dei dati in ambito aziendale. Il 32% degli intervistati lo ha già capito, e ha quindi introdotto nelle proprie imprese figure executive ad hoc per gestire le informazioni; il 43% invece si sta attrezzando per sfruttare al meglio questa nuova opportunità. Dal Rapporto si evince inoltre una crescente fiducia nei Big Data: il 54% afferma che gli investimenti in tal senso saranno incrementati nei prossimi tre anni e il 61% riconosce il loro apporto in termini di ricavi e valore delle PMI. Poiché il 90% di tutti i dati mondiali sono di recentissima elaborazione (ultimi 2 anni) ed entro il 2020 saranno attivati circa 80 miliardi di sensori per la raccolta dati, è chiaro come le aziende dovranno padroneggiare il volume informativo che si verrà a generare. Dall’analisi dei dati emergeranno degli insight e, di conseguenza, scaturiranno delle decisioni aziendali. Si stima che dai cosiddetti insight proverrà, entro il 2020, il 20% del ricavato delle imprese. Tutto ciò sarà possibile se tali processi di gestione dati saranno rapidi o addirittura in tempo reale (come ravvisato dal 77% del campione della ricerca). “L’informazione è al centro di ogni decisione di business e le aziende hanno bisogno di abbracciare pienamente le opportunità dei Big Data – sottolinea Alessandro Kowaschutz, Vice President Insights & Data di Capgemini Italia, che conclude - la nostra ricerca ha rilevato che, mentre alcune organizzazioni utilizzano i Big Data per ridurre i costi e migliorare le performance attuali, altre li usano per entrare in nuovi mercati e trarne direttamente un profitto”. Presto le aziende dovranno inevitabilmente definire percorsi specifici per diventare moderne organizzazioni insight-driven.