« Indietro

Boom e-commerce in Cina! Alcuni consigli agli imprenditori digitali…

Nel 2020 il numero di siti di vendite online sarà maggiore di Regno Unito, Francia, Germania, Giappone e Italia messi insieme. Ecco alcuni consigli per affrontare il mercato digitale del paese asiatico.

Una potenza economica che intimorisce ma anche una grande occasione per le imprese di tutto il globo. Entro il 2020 la Cina avrà un mercato digitale maggiore rispetto a quelli di Regno Unito, Francia, Germania, Giappone e Italia messi insieme. I recenti record del più grande e-commerce cinese, Alibaba, sono solo le anticipazioni di ciò che accadrà nei prossimi sei anni. I siti di vendite on-line sono in continuo aumento, sempre più aziende scelgono di aprire il proprio showroom digitale ai compratori cinesi. Ma quella che sembra una facile operazione di internazionalizzazione d’impresa via web nasconde in realtà diverse insidie. Innanzitutto occorre sottolineare che gli utenti finali hanno aspettative molto alte in Cina. Da recenti indagini risulta che la maggior parte di loro si aspetta un’azienda sempre “connessa”, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, poiché i click “buy now” arrivano da qualsiasi luogo a qualsiasi orario. Oggi infatti anche gli abitanti delle aree rurali possono acquistare via web poiché, grazie ai dispositivi mobili, hanno finalmente accesso a internet. Dunque, qualunque azienda volesse avviare un’attività e-commerce nel paese asiatico non può prescindere dallo sviluppo di piani per massimizzare i servizi via mobile.

Soluzione e-commerce. Un’importante differenza tra mercato digitale cinese e americano/europeo sta nella gestione della vendita on-line. Se negli Stati Uniti il 76% dei siti e-commerce è curato da ciascuna azienda fornitrice di prodotti, in Cina il 90% è costituito da aggregatori, che sono dei veri e propri “centri commerciali virtuali” (es. TiMall) con milioni di imprese clienti. Questi dati per suggerire che ciascun progetto digitale dovrà integrarsi perfettamente con simili piattaforme e garantire adeguate performance a utenti sempre più dinamici. Le pagine web dovranno quindi caricarsi velocemente e offrire facilità di navigazione nonostante le complesse normative del governo cinese in materia internet. A tal proposito affidarsi a Content Delivery Network (CDN) garantirebbe esperienze web sicure e all’altezza. Ma i nostri consigli non finiscono qui. Le aziende che apriranno e-shop per il mercato cinese dovranno porre particolare attenzione a tutti i servizi accessori alla piattaforma come pixel tracking, A/B testing, web analytics e mappe. Poiché spesso questi sono serviti da aree lontane dalla Cina, potrebbero rallentare notevolmente il sito o addirittura bloccarlo. Sciolti alcuni dubbi inerenti l’architettura virtuale della soluzione e-commerce, l’imprenditore digitale dovrà decidere in quale lingua inserire contenuti e descrizioni dei prodotti. Se la maggior parte dei visitatori di siti di tecnologia non ha problemi a leggere in inglese, per la vendita online di beni di lusso è consigliabile l’utilizzo della lingua locale. Dunque la scelta della lingua dipende molto dalla tipologia di merce che si andrà a vendere, in ogni caso la soluzione migliore sarebbe prevedere fin da subito la doppia scelta: inglese e cinese.

Logistica e Marketing. Una buona soluzione e-commerce dovrebbe essere affiancata da strategie distributive e di marketing di pari livello. La conoscenza dei tempi di distribuzione in Cina è fondamentale. Le peculiarità del territorio infatti non consentono una velocità di consegna standard: si va da un minimo di 1 giorno a un massimo di 3. Hong Kong, Shenzhen e Shangai sono i principali centri distributivi di un paese il cui mercato è immenso, ricco di opportunità ma altrettanto selettivo. Senza forti investimenti in attività di brandawareness infatti il rischio di passare inosservati ed essere travolti dai competitors è molto alto. Dunque le parole d’ordine per i futuri imprenditori digitali devono essere mobile, hosting e performance del sito, logistica e marketing.