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Byod, occasione o rischio?

La possibilità di utilizzare device mobili personali per scopi aziendali rappresenta ancora un tabù per le PMI. Il timore di violazione dati sensibili frena molte imprese italiane.

Byod o no? Per ora la risposta in Italia è: “forse”. I decision maker delle PMI del nostro Paese stentano ancora ad abbracciare la causa del “Porta il tuo dispositivo” (“Bring your own device”) per motivi di sicurezza. Il timore di violazioni di dati sensibili frena le imprese italiane a concedere ai propri dipendenti l’utilizzo di dispositivi mobili personali per accedere a informazioni e applicazioni aziendali. Come conferma una ricerca realizzata da Redshift Research (per conto di Hp) in otto Paesi, tra cui l’Italia, circa la metà degli oltre 1.000 manager intervistati dichiara che il Byod possa compromettere la sicurezza delle aziende. Per il 36% degli stessi la diffusione di malware e virus deriva direttamente da terminali personali, per cui solo il 43% crede in una corretta protezione dei device Byod. Al contrario, strumenti e dispositivi messi a disposizione dall’azienda sono avvertiti come sicuri da circa il 70% degli intervistati. Tuttavia la realtà è differente. Il progresso tecnologico avanza a ritmi molto alti e presto le soluzioni mobile saranno avvertite come strumenti ausiliari e facilitatori di molti processi. Numerose PMI hanno già avviato un graduale rinnovamento delle proprie dotazioni informatiche; in particolare il 61% delle aziende oggetto d’analisi ha provveduto a sostituzioni hardware nel 2014. Benché solo il 25% dei manager/responsabili IT intervistati ritenga la propria azienda pronta a lavorare in mobilità, la diffusione di device di ultima generazione  è destinata ad aumentare. Si prevede infatti che entro il 2020 la strumentazione mobile media di ciascuna PMI sarà così composta: tablet (17%), prodotti due in uno (12%), smartphone (11%) e phablet (5%). Anche se in calo, pc fissi e portatili continueranno a rappresentare lo zoccolo duro della dotazione informatica aziendale, incidendo  rispettivamente per il 46% e il 29%. Lo studio rivela inoltre che l’85% dei manager/responsabili IT coinvolti da Redshift Research abbia scelto di utilizzare prevalentemente Windows nella propria impresa. Il 40% preferisce sfruttare le potenzialità di Android mentre il 24% si affida ad iOs di Apple. Come confermato da una netta maggioranza degli intervistati, la situazione è destinata a rimanere tale almeno nei prossimi cinque anni. Al di là del sistema operativo scelto, è necessario adeguare ciascuna PMI alle esigenze del mobile. Ma saranno pronte al Byod? A oggi il 70% delle stesse non ha ancora introdotto politiche per una corretta gestione sia dei dispositivi personali in ambito lavorativo sia del mobile in generale. In tale situazione troviamo il 62% delle PMI e il 34% delle realtà industriali più grandi. Segnaliamo infine un recente intervento di Tino Canegrati, vice presidente e general manager Printing and Personal Systems di Hp Italiana: "Nel nostro Paese le offerte Byod sono più presenti che in altri, più di un’azienda su due (52%) fornisce supporto per i dispositivi mobile personali – e conclude - prevediamo che questa tendenza continuerà in futuro”.