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Cloud di Stato: quali vantaggi?

Perché l’Agenda Digitale dovrebbe prevedere la tecnologia cloud computing in tutti gli uffici pubblici? Come cambierebbero i dipartimenti IT delle PA? 

La recente introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica verso la PA è un ottimo passo verso la digitalizzazione del nostro Paese ma è solo il primo checkpoint della “lunga maratona dell’innovazione”. Per rimanere in ambito running, le nostre amministrazioni dovranno macinare parecchi chilometri per adeguarsi alla digital transformation in atto nel nostro pianeta. Per continuare sulla strada giusta, l’Agenda Digitale dovrebbe prevedere sin da ora l’adozione di tecnologie cloud computing in tutti gli uffici della PA. Così facendo si potrebbero apprezzare immediatamente vantaggi in termini di razionalizzazione delle infrastrutture hardware su applicazioni e processi, condivisione di servizi e standardizzazione. Con la “nuvola” diffusa lo Stato avrebbe minori spese ed elargirebbe servizi più efficienti e moderni. Tutto ciò non è stato ancora attuato per via dei problemi congeniti del nostro Paese che ne paralizzano qualsivoglia azione di rinnovamento. Ci riferiamo in particolare all’eccessiva frammentazione dei livelli amministrativi, ai diversi gradi di autonomia locale, alla complessa legislazione vigente e alla pesante macchina burocratica italiana. Tuttavia, segnali in controtendenza non mancano. Si avverte infatti una forte volontà ad abbandonare il tradizionale modus operandi IT, caratterizzato da applicazioni interne e aggiornamenti periodici. La “svolta Cloud” consentirebbe di gestire, aggiornare e mantenere l’intera struttura tecnologica pubblica attraverso l’operato di professionisti esterni, i quali garantirebbero standard elevati di servizio. In sostanza, un ufficio pubblico in cloud vedrebbe abbattuti i tempi di avvio di nuovi progetti, realizzerebbe strategie efficaci di disaster recovery e gestirebbe backup online. Con quest’ultima procedura, in particolare, verrebbero curate al meglio le banche dati relative ai cittadini, garantendo una conservazione sicura delle informazioni e, allo stesso tempo, una loro disponibilità in qualsiasi momento dell’anno. Il backup online garantirebbe inoltre continuità dei servizi e affidabilità dei dati. In conclusione, l’introduzione della “nuvola” farebbe fare un salto di qualità importante a tutti gli enti statali, sia per le attività esterne a contatto diretto con il cittadino sia per quelle interne. Le PA vedrebbero infatti ottimizzate anche tutte quelle azioni di carattere comunicativo e collaborativo spesso problematiche con gli strumenti tecnologici attualmente in loro dotazione.