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Digital Transformation, che ne pensa l’Ocse?

Secondo il rapporto “Ocse Digital Economy Outlook 2015”, l’80% dei Paesi ha già sviluppato piani digital. Banda larga, Cloud e IoT sono le tecnologie con il più alto tasso di diffusione.

La Digital Transformation condiziona in maniera considerevole la vita delle persone, favorendo e accelerando mutamenti di carattere socio-economico che normalmente avrebbero impiegato più tempo a completarsi. A sua volta, il grande processo di digitalizzazione globale è in parte scandito dalle scelte politiche nazionali e dalle abitudini dei cittadini.

A fornirci tale quadro generale della situazione internazionale è l’Ocse, attraverso il rapporto “Ocse Digital Economy Outlook 2015”: dei 34 Paesi facenti parte dell’organizzazione, circa l’80% (27 Paesi) ha sviluppato piani organici di economia digitale volti a migliorare la qualità della vita delle persone.

Dei 27 Paesi più sensibili in materia digital, la maggior parte ha sviluppato azioni in tal senso solo negli ultimi due anni. In particolare, i governi nazionali sembrano aver posto l’attenzione su tematiche quali banda larga, Cloud e net neutrality. Tuttavia risultano ancora troppo esigui gli investimenti volti a favorire la formazione dei cittadini in ambito ICT e la conseguente creazione di nuovi profili lavorativi in sintonia con le esigenze delle aziende in periodo di Digital Transformation.

Tornando alle nuove tecnologie e agli investimenti fatti dai governi più lungimiranti, è doveroso evidenziare la diffusione sempre più capillare della banda larga (oltre il 20% dei Paesi può contare su oltre un abbonamento internet veloce pro capite) e degli smartphone. Secondo il rapporto Ocse, il settore ICT offre lavoro a una quota compresa tra il 2% e il 4% di tutti gli impiegati nei Paesi oggetto di analisi, mentre le tecnologie dell’Internet of Things contano già 1 miliardo di oggetti connessi e le stime parlano di 14 miliardi entro il 2022.

Situazione Italia. Nonostante il Belpaese sia leader per diffusione e utilizzo di soluzioni Cloud (il 40% delle aziende italiane utilizza piattaforme basate su tale tecnologia), la nostra spinta digitale non ha ancora la forza di apportare valore aggiunto all’economia reale del Paese. Tale dato in Italia risulta pari al 3,72% contro una media dei Paesi Ocse che si aggira intorno al 5,5%.