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Fatturazione elettronica PA, una questione di metodo...

Dal 31 marzo tutte le amministrazioni pubbliche potranno ricevere solamente fatture elettroniche ma solo entro ottobre entreranno in vigore tutti gli obblighi previsti dal provvedimento. Ma il FEPA è già simbolo di nuovo approccio al digitale. 

Se ne parla ormai da un anno e probabilmente sarà tema di importanti discussioni anche nei prossimi mesi. La Fatturazione elettronica PA, introdotta il 6 giugno 2014 per le pubbliche amministrazioni centrali, diventerà protagonista assoluta della scena archivistico-documentale italiana nel corso del 2015. Sì, perché l’obbligo per gli enti locali, previsto entro il prossimo 31 marzo, non sarà l’epilogo della “rivoluzione” in atto ma segnerà, al contrario, l’inizio di un graduale cambiamento culturale sia nel settore pubblico sia nel privato. Nei prossimi mesi tutte le PA saranno chiamate a verificare l’adeguatezza dei propri strumenti informatici, predisporre documenti e manuali previsti dalla normativa, procedere alla formazione del personale e all’informazione degli utenti, e potenziare il proprio sistema di conservazione dei documenti digitali. Tutte queste attività saranno infatti propedeutiche all’aggiornamento dei sistemi di protocollo informatico e alla predisposizione di manuali della gestione documentale che, secondo la normativa, dovranno essere attuate entro il 12 ottobre 2015.

Dunque non stiamo parlando di un semplice passaggio dal cartaceo all’elettronico bensì di un mutamento radicale tout court, che interessa più livelli del settore pubblico italiano. Lo switch-off porterà al consolidamento di un nuovo modello: dalla logica delle scadenze a quella della pianificazione. Da un mero obbligo di modifica del comportamento delle organizzazioni a un preciso e programmato progetto di cambiamento. Una buona dose di ottimismo circa la diffusione di tale prassi fra i meandri dell’amministrazione pubblica del nostro Paese, non è frutto di un nostro approccio parziale bensì di una serie di considerazioni motivate. Di fondamentale importanza è stato il coinvolgimento attivo degli stakeholder poiché ha conferito maggiore autorevolezza alle istituzioni e reso più credibili le strategie di attuazione. Per quanto riguarda il FEPA, si è cercato di uniformare i processi dei settori pubblico e privato attraverso incontri con aziende e professionisti, presenti in tutte le fasi critiche dei progetti. Le iniziative introdotte nell’ultimo decennio (es. protocollo informatico), sono state inoltre portatrici del concetto di aggiornamento-ripartenza delle esperienze realizzate in ambito pubblico. Per una vera innovazione occorrono infatti progetti concreti e realistici, e quello della fatturazione PA lo è. Non solo principi e linee guida ma soprattutto indicazioni operative specifiche e regole dettagliate che non lascino dubbi e spazio a interpretazioni non univoche. Quali altri punti dell’agenda digitale italiana sono stati realizzati secondo tale metodo?

  • Indice Pubblico delle Amministrazioni: si tratta dell’obbligo per tutte le PA di censirsi e dotarsi di PEC per essere raggiunte anche in modalità elettronica;
  • Processo Civile Telematico (PCT): procedure elettroniche che hanno avvantaggiato tutti gli attori del processo, dai tribunali ai professionisti;
  • Pagamenti elettronici in ambito PA: procedure online, senza passaggi cartacei.

Come la fatturazione PA, anche tutti questi progetti sono stati pensati e sviluppati con l’idea di favorirne l’attuazione sia in ambito pubblico sia privato. A tal proposito sono significativi gli interventi organici di supporto atti ad agevolare cittadini e imprese “deboli” (es. Union Camere e gli Ordini professionali per il FEPA, le banche per i pagamenti elettronici…). Infine occorre sottolineare l’importanza delle attività di monitoraggio di quanto attuato allo scopo di raggiungere gli obiettivi e superare le criticità. Un monitoraggio che spesso significa affiancamento a coloro che non riescono a rispettare gli impegni piuttosto che interventi punitivi improduttivi. Se l’approccio alla modernità e l’innovazione continuerà a essere tale, sarà davvero possibile dotare il nostro Paese degli strumenti digitali indispensabili alla crescita della ricchezza nazionale e alla ripresa delle nostre imprese. Ora non resta che risolvere la questione tutta italiana legata alla scarsa celerità di emanazione dei decreti attuativi, ma questa è un’altra storia…

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Articolo sui vantaggi della fatturazione elettronica verso la PA.

Articolo sui primi dati della fatturazione elettronica 2014 in Italia.