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Flash vs HTML5: motivi della fine del software Adobe

Problemi di affidabilità e sicurezza alla base delle recenti critiche alla nota soluzione Adobe. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la recente perdita di 400 GB di dati riservati subita dal gruppo milanese Hacking Team.

Flash è stato creato durante l'era del PC, per desktop e mouse. E’ un business di successo per Adobe e possiamo capire perché si voglia spingere oltre il PC. Ma l'era mobile parla di dispositivi a basso consumo, interfacce touch e standard web aperti, tutti campi in cui Flash è inferiore”. Così parlò Steve Jobs cinque anni orsono a proposito del noto software utilizzato soprattutto in ambito web. Il compianto patron di Apple sollevò seri dubbi in materia di affidabilità e sicurezza informatica dei PC sui quali era installato il noto plugin. E i fatti oggi gli danno ragione. Dopo Youtube, che ha deciso di staccare la spina a Flash ormai sei mesi fa, anche i big del web sono in procinto di intraprendere la stessa strada per passare a sistemi più moderni e sicuri. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la recente scoperta del trafugamento di 400 GB di dati riservati ai danni del gruppo Hacking Team, e della successiva pubblicazione degli stessi su Wikileaks. Sul banco degli imputati è ovviamente il software di Adobe. Il plugin, presente ancora su oltre 500 milioni di computer, conferisce un alto grado di vulnerabilità ai dispositivi su cui è installato: la sfida Flash vs HTML5 sembra avere un epilogo già segnato. Sempre più siti web infatti sono basati esclusivamente su HTML5, un linguaggio decisamente più avanzato e più adatto alla realizzazione di piattaforme responsive. I big più agguerriti sembrano essere Mozilla, Google e Facebook. Il primo (@MarkSchmidty, Head di Firefox) ha bloccato tutte le versioni di Flash Player in Firefox e consigliato ai propri utenti di non scaricare il plugin. Lo stesso ha fatto Google con Chrome.

Il colosso di Menlo Park si è esposto attraverso un tweet del suo nuovo Chief Security Officer, Alex Stamos (@alexstamos), il quale ha chiesto ad Adobe di stabilire una data per la morte del plugin.