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I video servono per il SEO?

Search Engine Optimization, la formula magica per migliorare il posizionamento sul web che cambia e si evolve nel tempo. Ecco perché oggi in molti si chiedono quanto e se i video servano per il SEO.

Dopo anni di analisi per comprendere tutte le logiche SEO in termini di contenuti testuali, oggi la nuova frontiera del Search Engine Optimization è rappresentata dai file multimediali: i video servono per il SEO! Sembrerà strano ma è così… Secondo i dati searchmetrics.com, è fondamentale inserire video nelle webpage per una scalata più veloce e semplice alla SERP di Google. L’ottimizzazione SEO di questi file multimediali consente di posizionarli nella prima pagina del motore di ricerca senza doverli necessariamente ancorare a canali come YouTube.

I  numeri

E’ stato provato che un video all’interno di una pagina internet rende più probabile la presenza del sito in testa alle ricerche Google di circa 53 volte. Considerando inoltre che il tempo di permanenza su una webpage da parte dell’internauta medio è di circa 2,7 minuti e che la durata di un contenuto multimediale medio (spot o altro) varia dai 27 ai 30 secondi, avete idea di quanti messaggi video si possono lanciare in circa 3 minuti? Dunque, se da un punto di vista prettamente comunicativo è sufficiente selezionare i contenuti giusti e inserirli nel proprio sito, in ottica SEO gli accorgimenti da adottare sono diversi.

I  video servono per il SEO se…

…sono facili da fruire e condividere: è buona prassi posizionarli nella homepage del sito, possibilmente nella parte alta della pagina, così da sfruttare i famosi 2,7 minuti di attenzione dell’utente. Il video dovrà inoltre essere dotato di codice o tasto di condivisione diretta sui social network per renderne immediata la diffusione sul web. Il SEO passa anche dalle condivisioni!

…si utilizzano i metadati: Facebook OpenGraph, Schema.org microdata e Twitter card sono fondamentali per l’ottimizzazione SEO in quanto ci consentono di monitorare le condivisioni della pagina web e verificarne la presenza sulle pagine di ricerca Google.

…ne trascriviamo dialoghi e testi: per migliorare innanzitutto l’indicizzazione sui motori di ricerca e per rendere il video fruibile al più vasto pubblico possibile.

NON li carichiamo su canali terzi: non abbiamo nulla contro YouTube o Vimeo, anzi sono ottimi strumenti per aumentare la viralità dei propri contenuti ma, in ottica di miglioramento del posizionamento Google della propria pagina web, è controproducente utilizzarli. Ciò perché YouTube, essendo di proprietà di Big G, sarà sempre favorito da quest’ultimo nella scalata SERP a discapito delle webpage tradizionali. Per coloro che non possono fare a meno del massimo strumento di condivisione video, suggeriamo il classico metodo di incorporamento tramite <embed>, così da rendere il contenuto multimediale raggiungibile almeno dai crawler.

…creiamo una video site map: al fine di indicare in maniera esplicita ai motori di ricerca che una determinata webpage contiene un video.

 

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