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Il nostro software che salva la retina

I nostri esperti hanno messo a punto una soluzione health tech che velocizza la diagnosi di una grave patologia dell’occhio e diminuisce i tempi d’attesa per gli esami specifici.

Non siamo soliti ostentare pubblicamente le tecnologie che sviluppiamo e l’operato dei nostri professionisti in Italia e nel mondo ma in questo caso faremo uno strappo alla regola. Lo spunto a tale “eccesso di vanità” ce lo ha fornito Luca Salvi, in un articolo pubblicato su “Il Giorno”, venerdì 15 maggio 2015. Oggetto del pezzo è un’innovativa soluzione Datasys in ambito sanitario, ideata per velocizzare la diagnosi di una grave patologia che colpisce la retina (maculopatia) e diminuire i tempi di attesa per gli esami specifici del caso. Grazie al nostro software, è possibile valutare lo stato della macula dei pazienti e, nei casi più gravi, i medici oculisti contattano direttamente il centro retine e programmano l’esame strumentale necessario in tempi brevissimi. Considerato il rapido corso della malattia (può portare alla perdita della visione centrale in sole 2-3 settimane), possiamo senza dubbio affermare che la tecnologia Datasys è decisiva nei processi di diagnosi e cura della patologia. Ecco l’articolo completo: 

Così un software in rete salva la retina agli anziani - 15 maggio 2015

“Per ridurre i tempi di attesa prima di un intervento abbiamo portatola rètina in rete”. Il gioco di parole si riferisce a uno dei progetti che Claudio Azzolini, medico e chirurgo esperto di retina, direttore della clinica oculistica dell’Università dell’Insubria all’Ospedale del Circolo di Varese, ha portato avanti negli ultimi due anni. Un progetto che partendo dalla maculopatia e passando per un software rende più facile la vita ai pazienti.

Partiamo dal principio, cos’è la maculopatia?

“La macula è la porzione più importante della retina di un occhio, quella responsabile della vista distinta centrale. Con l’avanzare dell’età può andare incontro a diversi tipi di malattia, ovvero le maculopatie. Fra queste la maculopatia legata all’età di tipo essudativo è frequente e molto grave, perché si può perdere la visione centrale. In questi casi, se si riesce a intervenire nel giro di 2-3 settimane, si può mantenere una buona acuità visiva”.

E quali sono i tempi di diagnosi e intervento?

“La media nazionale supera il mese. Una persona affetta da maculopatia prima va dall’oculista, poi viene indirizzata al centro retina di un ospedale e deve fissare un appuntamento. In ospedale viene sottoposto a esami strumentali per diagnosticare la malattia e prima di cominciare la terapia passano le settimane. Per ridurre i tempi di attesa, abbiamo pensato di mettere la retina in rete.

Ovvero?

Tutto nasce dal mio interesse per la telemedicina. Negli ultimi due anni, con uno studio pilota chiamato iRetina sostenuto da privati, abbiamo realizzato un software che permette di valutare la pericolosità e la velocità di progressione di una maculopatia. Abbiamo costituito dieci centri in tutta Italia, da Milano a Milazzo, mettendo insieme in ogni gruppo una decina di medici di riferimento. A ogni centro si potevano rivolgere gli oculisti del territorio che attraverso il software valutavano la stato della macula del paziente. Se il rischio era elevato, il medico contattava direttamente il centro retine e programmava subito l’esame strumentale, bypassando settimane di telefonate e attese. Il cervellone è gestito da Datasys, una software house di Milano.

Quanti pazienti sono passati dai centri?

“Circa 500”.

Il futuro del progetto?

“Il progetto si è appena concluso. Ora ripartiremo da Milano.Sono in contato con la Regione. Spero di realizzarlo a livello pubblico. L’obiettivo è quello di portare questo come altri progetti sui dispositivi mobili e sui tablet. Con software più immediati e semplici che permettano l’interazione tra due medici in tempo reale e velocizzino i tempi di intervento”.

Luca Salvi