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Il tessile italiano cresce, la crisi è superata?

Fatturato ed export con segno “più” nel 2014. Il Centro Studi di Sistema Moda Italia conferma il buon momento delle PMI italiane del settore.  

Il tessile italiano è in ripresa, la difficile situazione degli ultimi anni pare davvero superata. A confermarlo sono i dati del Centro Studi di Sistema Moda Italia (Smi), resi noti in occasione dell’importante salone internazionale Milano Unica. Il fatturato complessivo di uno dei principali settori del manifatturiero del nostro Paese ha superato nel 2014 gli 8 miliardi di euro, per un incremento del 3,8% su base annua. Una netta inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, caratterizzati viceversa da una scoraggiante alternanza fra cali sensibili e stasi preoccupanti. A favorire tale trend ha concorso in maniera significativa la ripresa della domanda interna (+4,4%), che ha interessato tutti i comparti del tessile eccetto quello cotoniero. In particolare è l’industria laniera a fare la parte del leone: da sola vale circa il 40% del fatturato complessivo. Ma aumentando la richiesta aumenta anche la produzione, per cui si notano un +2.9% di quest’ultima rispetto al 2013 e un sensibile rallentamento della decrescita occupazionale (-1%). Ma che senso avrebbe parlare di made in Italy senza analizzare la componente export? Alcuno, infatti il Centro Studi Smi ci fornisce cifre anche in tal senso: + 3,3%, per un valore di 4,4 miliardi di euro, e tante sorprese in merito ai paesi di destinazione. La svalutazione dell’euro rispetto al dollaro ha infatti favorito le esportazioni di prodotti tessili negli Stati Uniti, cresciute nel 2014 di circa il 10%. Flessioni invece nei principali mercati europei (-3,4% in Germania e -1,9% in Francia) e soprattutto in quelli asiatici come Cina (-9,6%) e Hong Kong (-11,9%), benché questi ultimi assieme restino il secondo mercato di sbocco per le nostre PMI del tessile. Segnaliamo che, da un punto di vista qualitativo, l’export riguarda principalmente i tessuti a maglia e i prodotti lanieri. Per quanto riguarda le importazioni invece si nota un +6,5%,  per un totale di oltre 2 miliardi di euro. I nostri paesi fornitori per eccellenza sono Cina e Turchia (che assieme valgono circa il 50% dell’ import) ma si registra anche una sensibile crescita di tessuti pakistani nel mercato italiano. In ultima analisi evidenziamo gli ottimi dati relativi alla tessitura italiana. Il suo saldo positivo di quasi 2,4 miliardi di euro rappresenta circa il 25% dell’intero settore tessile/abbigliamento. Ma quali saranno le prospettive future di questo settore chiave del made in Italy? Se negli ultimi anni, con un euro molto forte, le nostre PMI hanno esportato in media il 55% del fatturato complessivo, la situazione non potrà che migliorare grazie alla vivacità dei mercati legati al dollaro e al calo della moneta comunitaria.