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Internet of Things, numeri e prospettive

Le PMI che investono nell’IoT crescono e concorrono all’incremento del PIL nazionale. Gli Usa saranno i migliori, l’Italia dovrà adeguarsi.

Si potranno immettere nell’economia mondiale circa 14.200 miliardi di dollari entro il 2030. Lo dice Accenture in una ricerca relativa all’impatto che l’Internet of Things potrebbe avere in ambito industriale. Una buona diffusione di questa tecnologia favorirebbe la creazione di nuovi modelli di business e nuovi servizi digitali, incrementando sensibilmente la produttività delle PMI. Solo negli Stati Uniti si stima che i guadagni per le aziende raggiungeranno i 6.100 miliardi di dollari entro i prossimi quindici anni e, di conseguenza, al PIL nazionale gioverebbe molto questo incredibile trend. Accenture sottolinea inoltre che il caso americano, pur essendo il più clamoroso, non resterà isolato e saranno diversi i Paesi che sfrutteranno a dovere le potenzialità dell’”internet delle cose”. In Europa, ad esempio, la Germania potrebbe vedere una crescita economica dell’1,7% (700 miliardi) entro il 2030, solo per gli effetti dell’IoT implementato dalle sue aziende. Nel Regno Unito invece l’incremento del PIL dovrebbe raggiungere i 530 miliardi di dollari. Fra i cosiddetti Paesi del BRICS sarà la Cina a trarre maggiori vantaggi economici poiché, rispetto a Brasile, Russia, India e Sud Africa presenta strutture migliori e condizioni più favorevoli alla nuova tecnologia. Si perché è necessario creare terreno fertile per lo sviluppo dell’IoT. Cosa che ancora non è stato fatto in Italia ma che presto potrebbe avvenire grazie alla vivacità delle nostre imprese e al dialogo con il Governo. Il rapporto Accenture sull’IoT, oltre ad analizzarne i vantaggi, evidenza quanto ancora i decision maker di tutto il mondo siano incerti e insicuri a tal proposito. Circa il 73% delle aziende oggetto di analisi non ha ancora elaborato strategie concrete per l’internet delle cose, e solo il 7% lo ha strutturato con precisi piani di investimento. Questo impegno eterogeneo da parte dei vari business leader deriverebbe dal fatto che ancora alberghi in loro lo scetticismo sul reale flusso di reddito derivante dalla diffusione dell’IoT. Tuttavia nel gruppo degli ottimisti possiamo ascrivere il 57% degli intervistati e il numero è destinato a crescere nei prossimi mesi. Per capire a pieno le potenzialità del nuovo strumento tecnologico, le parole di Paul Daugherty, Chief Technology Officer di Accenture, sono davvero illuminanti: “L’Internet of Things applicata all’industria ha la capacità di contribuire a migliorare la produttività e ridurre i costi ma il suo pieno potenziale economico sarà raggiunto solo se le aziende superano l’ottica per la quale si utilizza la tecnologia digitale solo per ottenere benefici in termini di efficienza – e conclude - bisogna sbloccare il valore reale dei dati per creare nuovi mercati, nuovi flussi di entrate e cambiare i modelli di business”.