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Italia digitale: fatturazione e pagamenti elettronici PA

Entro la fine del 2015 le PA del nostro Paese potranno ricevere solo e-fatture ed e-payment. Scopriamo come si stanno adeguando enti e amministrazioni… 

Continuiamo il nostro percorso di avvicinamento alle più importanti “tappe digitali” italiane. Come anticipato nei nostri articoli (DATI - VANTAGGI), l’obbligo di fatturazione elettronica verso le PA, dal 31 marzo 2015 interesserà anche le amministrazioni locali. I privati quindi non potranno più inviare a enti e strutture statali documentazione fiscale cartacea. Tale processo troverà il suo sbocco naturale in un provvedimento che entrerà in vigore a fine anno: l’obbligo di pagamenti elettronici verso le PA. Sì perché la realizzazione dell’Agenda digitale italiana passa anche dal sistema pubblico di e-payment. Certamente sarà un cammino lungo e non privo di ostacoli ma l’esperienza dell’e-fattura fa ben sperare gli addetti ai lavori. Come sostiene Maria Pia Giovannini, responsabile Area Pubblica Amministrazione dell’Agenzia per l’Italia digitale, occorrerà l’impegno congiunto di Agid e Ministero dell’Economia ma anche di Unioncamere e Confindustria perché, per un Italia digitale, “pubblico e privato marcino insieme” . Gli sforzi profusi in questi mesi dalle PA sono stati considerevoli così come l’impegno e la disponibilità al cambiamento delle aziende fornitrici. In collaborazione con Anci-Ifel, l’Agenzia per l’Italia Digitale sta proseguendo la sua campagna di sensibilizzazione e formazione delle varie amministrazioni pubbliche. Ciascun ente infatti ha dovuto nominare un referente per la fatturazione, adeguare i propri sistemi di contabilità alle infrastrutture digitali del Sdi (Sistema di Interscambio), censire gli uffici destinatari delle fatture aggiornando i dati presenti sull’Indice della Pubblica amministrazione (Ipa) e associando ai vari uffici il servizio di e-fattura. I codici Ipa sono fondamentali poiché identificano univocamente ciascun ente e consentono ai fornitori di indirizzare correttamente la propria documentazione fiscale. Grazie a questo sistema gli errori di inserimento dati comuni durante la compilazione delle fatture tradizionali saranno superati. Per quanto riguarda i pagamenti elettronici invece, le implementazioni del sistema e le attività di supporto tecnico alle PA sono già state avviate e procedono velocemente in Regioni e amministrazioni centrali. Fra queste ultime troviamo il primo ente operativo al 100% in tal senso: il Ministero della Giustizia. Tutti i tribunali italiani sono già abilitati a ricevere pagamenti elettronici per tutto ciò che concerne i processi civili telematici (obbligatori da giugno 2014). Ministero dell’Istruzione, dello Sviluppo Economico e Agenzia italiana del Farmaco stanno invece sperimentando il software “porta applicativa dei pagamenti” al fine di velocizzare il passaggio alla nuova tecnologia. Tra le Regioni più ricettive troviamo il Veneto che, prima delle altre, ha implementato il sistema per i pagamenti digitali e ha aperto la strada ai principali comuni del suo territorio: Padova, Treviso, Feltre, Verona, Venezia, Belluno e Vicenza. In Toscana e nelle Marche è possibile saldare bolli auto e ticket sanitari mentre in Emilia Romagna il tutto partirà a breve. Entro l’estate sarà invece la volta di Piemonte, Lombardia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Provincia Autonoma di Trento.