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Italiani e e-commerce, ciò che ancora non sapevamo…

I dati Nielsen ci forniscono un’istantanea del momento che sta vivendo il commercio elettronico in Italia e nel mondo. Particolare focus sulle abitudini degli e-shopper del nostro Paese. 

“Da dove veniamo? Chi siamo? Cosa acquistiamo?”… Non è il titolo di una tela di Gauguin in salsa moderna bensì la serie di quesiti che si sono posti gli esperti Nielsen per valutare il recente trend del fenomeno ecommerce. Nel nostro Paese, ad esempio, la propensione all’acquisto online raggiunge livelli molto alti quando si parla di biglietti aerei (42% degli italiani) e prenotazione alberghi (35%). Al terzo posto della graduatoria italiana ci sono i libri cartacei (32%) mentre, al quarto, è sorprendente trovare vestiti/accessori/scarpe (30%), prodotti che a livello globale risultano i più venduti in assoluto (46%). Per completare la rosa dei beni che con più frequenza finiscono nei carrelli elettronici degli italiani, menzioniamo i prodotti hi-tech (24%) e gli e-book (21%).

Con questi dati Nielsen ha risposto all’ultimo quesito (”Cosa acquistiamo?”) ma per comprendere le vere abitudini degli e-shopper si sono rese necessarie molte altre valutazioni. I social network, giusto per fare l’esempio più attuale possibile, risultano essere gli strumenti utilizzati da un italiano su tre (32%) per tenersi aggiornato sul business in rete. Nel nostro Paese il dato relativo all’acquisto da PC è leggermente superiore a quello della media mondiale (82%/80%), mentre i numeri delle transazioni da smartphone e tablet, pur essendo in forte crescita, ancora non raggiungono gli standard a livello globale (rispettivamente 36%/44% e 25%/31%). A tal proposito ci vengono in aiuto le parole dell’ad di Nielsen Italia, Giovanni Fantasia: “E’ sintomatico il fatto che la maggior parte degli acquisti in Rete venga fatta da PC, a differenza di ciò che avviene in quelle aree con sviluppo tecnologico più recente – e continua – in Italia si sta affermando una politica di vendita integrata, che vede il web giocare un ruolo complementare al negozio fisico”.

Tuttavia gli italiani non sono pienamente consapevoli di quanto il commercio elettronico possa essere comodo rispetto ai canali d’acquisto tradizionali. Solo il 58% degli intervistati ricorre all’online per questo motivo, a fronte di una media globale pari al 76% e una media Ue del 70%. I consumers italiani sono anche abbastanza scettici e diffidenti: il 42% ha timore di fornire i dati della propria carta di credito, e il 60% legge attentamente recensioni di prodotti e servizi prima di acquistarli.

Altra leva importante dell’ecommerce in Italia e nel mondo è il prezzo, o meglio, la sua percezione; infatti il 52% pensa che acquistare in rete sia più conveniente. Ma nonostante ciò, tra i principali inibitori del commercio elettronico rimangono le spese di spedizione, che oggi rappresentano un ostacolo importante almeno per quel 36% di italiani che vorrebbero eliminarle completamente. Tornando ai cosiddetti facilitatori delle transazioni online, troviamo le e-mail dei retailer (accolte favorevolmente dal 38% degli italiani) e le app (32% per pianificare le spese e 21% per gestirle). La scoperta delle novità di prodotto invece avviene attraverso promozioni (53%), sconti tramite coupon (35%) e curiosità personale (53%), mentre sempre meno efficaci sono i campioni gratuiti in negozio (17%) e i display informativi (13%). Dai dati forniti da Nielsen si evince infine che l’interconnessione fisico-virtuale è ormai completa e i marketers dovranno impostare le proprie azioni partendo da una concezione molto più ampia del rapporto consumer-retailer.