« Indietro

Le PMI votano per il Cloud ibrido

Il sistema nuvola preferito dalle aziende a livello globale è la soluzione di compromesso fra il privato e il pubblico. Le PMI la implementeranno per essere più competitive.

Il Cloud 2015 sarà ibrido. Da una ricerca globale targata Avanade, emerge infatti che più della metà delle aziende adotterà soluzioni di questo tipo nei prossimi tre anni. Benché ci sia ancora confusione sulla reale definizione del termine “cloud ibrido”, tra gli oltre 1.000 dirigenti intervistati (responsabili unit e IT di 21 Paesi) c’è grande consapevolezza dei vantaggi che tale soluzione potrebbe apportare alle aziende in termini di competitività. Ma ora facciamo un po’ di chiarezza sul significato della nuvola ibrida: si tratta di un modello che sfrutta in maniera congiunta sia i provider interni sia quelli esterni all’azienda. Si tratta di un buon compromesso per coloro che non vogliono rinunciare a un sistema privato ma allo stesso tempo necessitano di un’infrastruttura pubblica per gestire quella mole di dati meno sensibili. Con il Cloud ibrido infatti si possono sfruttare i vantaggi tipici dell’una e dell’altra architettura, in particolare si avranno garanzie in termini di sicurezza e privacy, riduzione dei costi e scalabilità. Tornando alla ricerca Avanade scopriamo che, nonostante un generale spostamento delle decisioni in ambito IT al di fuori delle divisioni IT tradizionali, sono gli alti dirigenti le figure più sensibili alla soluzione nuvola appena descritta. La tendenza è quella di utilizzarla per le applicazioni considerate più critiche, come data/analytics, soluzioni ecommerce e servizi a diretto contatto con il cliente. Tali premesse ci consentono di comprendere con maggiore semplicità i numeri scaturiti dalla studio: il 69% delle aziende a livello mondiale (65% in Italia) implementerà il cloud ibrido nel 2015 malgrado molte non abbiano ancora studiato strategie ad hoc in tal senso (58% e 40 in Italia).

Tra i motivi che concorrono ad alimentare una sensibilità crescente verso la nuvola ibrida vi è senza dubbio la certezza che con tale sistema le aziende possano concentrarsi maggiormente su questioni legate alla crescita di impresa (74% nel mondo, 84% in Italia). Risultati sorprendenti se si pensa che soltanto il 16% delle PMI a livello globale (10% nel nostro Paese) conosce realmente tutti i benefici generabili dalle soluzioni cloud. Infatti, nella maggior parte dei casi, il loro utilizzo è limitato a eseguire applicazioni già esistenti e si ignorano completamente le loro funzionalità legate a velocità, portata ed efficienza (71% globale, 90% in Italia). Avanade tratteggia dunque un quadro molto positivo dello stato di salute del cloud ibrido ma non può ignorare quello che è avvertito come il suo tallone d’achille: il rischio sicurezza e privacy. Lo scetticismo in tal senso è avvertito ancora dal 53% delle aziende (38% in Italia) ed è dovuto essenzialmente a un problema di disinformazione. Tuttavia la situazione è in costante miglioramento: circa il 60% delle imprese a livello mondiale (78% nel nostro Paese) ammette che le soluzioni nuvola ibride siano più sicure rispetto a tre anni fa. Ciò non può che accrescere l’ottimismo circa la diffusione del Cloud, soprattutto fra le PMI italiane in cerca di riscatto.