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Mobile Advertising: la pubblicità del futuro

I dati eMarketer confermano l’incremento degli investimenti nell’advertising per smartphone e tablet. Nel 2016 le spese per il Mobile Adv supereranno quelle per il tradizionale Desktop Adv.

Si parla molto di Digital Transformation e dei suoi risvolti positivi in ambito business e nella vita privata ma molto meno dibattuto è il tema relativo alle “contromisure” attuate dalle aziende per non esserne travolte. Il settore pubblicitario, in particolare, è in profondo mutamento poiché i canali attraverso i quali tradizionalmente i marketer veicolavano i propri messaggi sono sempre meno utilizzati. Dalla Preistoria televisiva, alla fruizione del web via PC, fino a giungere alla nuova era del mobile. In un mondo in cui nel 2016 una persona su due utilizzerà uno smartphone è evidente che le strategie di advertising debbano essere ricalibrate per intercettare i nuovi consumer. Come conferma uno studio eMarketer, ciò sta accadendo almeno dall’anno scorso. Le aziende infatti sono sempre più propense a investire nel Mobile Adv e, nel 2019, si stima che negli Stati Uniti tali cifre rappresenteranno il 75% del Digital Adv totale. Tra quattro anni spenderanno ben 65 miliardi di dollari per la pubblicità su smartphone e tablet, mentre sugli schermi dei PC appariranno banner per totale di 25 miliardi. Già da quest’anno il Mobile Advertising farà passi da gigante crescendo del 50%, mentre nel 2016 si verificherà l’epocale sorpasso sul Desktop Adv. 

Le aziende investiranno prevalentemente in mobile in-app advertising, ossia in banner che agiranno durante l’uso di applicazioni da device mobili. Tale tipologia di annuncio pubblicitario crescerà a ritmi decisamente superiori rispetto al più classico mobile web browser adv e, in due anni, rappresenterà il 73,2% del totale della spesa Mobile Adv. 

Secondo eMarketer, i decision maker privilegeranno i cosiddetti formati di “mobile display” come banner, rich media (con elementi multimediali interattivi) e video. Meno prorompente ma comunque costante sarà la crescita degli investimenti in mobile search. Tutte quelle attività sui motori di ricerca atte a generare traffico qualificato verso un determinato sito web (SEM=Search Engine Marketing) costeranno alle aziende Usa oltre 28 miliardi di dollari nel 2019. Altri tre miliardi saranno spesi invece per operazioni di Online classified advertising, email e lead generation.