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Pianificazione e schedulazione: considerazioni e strategie

Lo sforzo preliminare nella puntualizzazione del processo di pianificazione degli ordini di produzione e  di schedulazione delle attività di carico dei centri di lavoro é quello di analizzare al meglio le esigenze del proprio business, le caratteristiche e le esigenze del mercato e dei clienti principali, il flusso degli ordini (stagionale, continuativo, poco tempestivo...) e quindi le modalità di gestione ("make-to-stock" o "make/assemble-to-order" o misto). Una buona analisi, prima dell'implementazione delle funzioni software, é l'occasione per migliorare l'approccio alle problematiche per ottimizzare tempi di consegna e costi aziendali.

Alcuni punti basilari:

  • la pianificazione rimane il punto di partenza per la creazione e l'analisi degli ordini di produzione: é necessario che il software sia in grado di proporre un piano il più possibile rispettoso della domanda e coerente con le risorse disponibili (materie prime, semilavorati, reparti...);
  • la schedulazione parte dal risultato della pianificazione e ha come obiettivo la massimizzazione dell'efficienza produttiva nel rispetto dei tempi assegnati: il software deve permettere accodamenti ottimali sulle macchine e accorpamenti di ordini anche relativi ad articoli diversi, ma lavorabili insieme (in certe fasi);
  • anche se i limiti della logica non sono valicabili, il software deve potersi adattare con una certa semplicità alle variazioni di piano; attenzione comunque agli orizzonti temporali: ad esempio, anticipare troppo la schedulazione rispetto all'esecuzione operativa significa sicuramente dover affrontare un numero eccessivo di variazioni;
  • il punto di innesco di una produzione "make-to-stock" é la giacenza dei finiti: punto di riordino, scorta di sicurezza e lotto ottimale di produzione, se ben definiti, favoriscono il rispetto della domanda, l'efficienza di produzione e la riduzione dei costi;
  • il punto di innesco di una produzione "make/assemble-to-order" é il portafoglio ordini clienti (magari parzialmente rivisto con logiche probabilistiche di andamento della domanda nei successivi periodi; utilizzabile anche la logica dell'overbooking, se supportato da dati statistici): vanno definiti i lotti minimi commerciali e produttivi accettabili, magari integrando, con molta attenzione, la domanda da ordini clienti con una parziale produzione per stock, a copertura di ordini futuri.

P.S.: una classica osservazione (essendo spesso la capacità produttiva in tempi di crisi esuberante rispetto alle richieste): perché affrontare oggi un progetto innovativo di pianificazione e schedulazione, quando l'azienda ha 4 linee di produzione relativamente impegnate?  Perché, con più attente modalità di gestione, potrei utilizzarne solo 3 (...in attesa di tempi migliori), risparmiando così sui costi variabili (energia, manodopera, manutenzione...).

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