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PMI italiane ed export, ci siamo

Nel 2014 micro e piccole imprese nostrane fanno segnare un +3,3% rispetto all’anno precedente. Il made in Italy è molto apprezzato in Europa, Asia e Stati Uniti.

Il 2014 è stato un anno molto difficile per le PMI italiane, molte hanno chiuso, altre hanno subito una forte contrazione dei guadagni ma altrettante hanno reagito e oggi si mostrano sempre più competitive. Come mai tale sproporzione? La risposta è duplice: innovazione ed export. Oggi ci limiteremo ad analizzare quest’ultimo aspetto, supportati da alcuni dati scaturiti da un recente report di Confartigianato, dal quale emerge quanto le nostre esportazioni nel 2014 siano state trainate dalle cosiddette piccole imprese. Il vessillo del “made in Italy” è stato orgogliosamente issato da 243.218 PMI che hanno venduto i loro prodotti nel mondo per un valore di 75,4 miliardi di euro. Tra gennaio e settembre dello scorso anno le nostre esportazioni hanno visto un incremento del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2013, grazie soprattutto alle micro e piccole imprese che da sole hanno rappresentato il 26,7% del totale. Queste realtà hanno avuto infatti un aumento delle vendite all’estero doppio rispetto all’andamento complessivo dell’export manifatturiero italiano. Ma quali sono i prodotti del nostro Paese più apprezzati nel mondo? Dall’analisi di Confartigianato risultano particolarmente apprezzati i manufatti in legno (+4,8%), gli articoli in pelle (+4,4%), i capi d’abbigliamento (+4,1%) e il food (+3,2%). Più della metà del nostro export 2014 si concentra nei 28 Paesi Ue, in particolare nei mercati di Spagna (+7,2%), Polonia (+6,3%), Paesi Bassi (+5,3%) e Germania (4,1%). In area extra europea gli artigiani e i piccoli imprenditori italiani riescono ad avere un buon business soprattutto nei Paesi asiatici (+9%) e negli Stati Uniti (+6,9%). Per quanto riguarda invece la provenienza delle merci esportate e quindi la sede delle PMI più attive, la classifica regionale delle esportazioni vede una capolista assoluta: il Piemonte. Con una crescita del 5,5%, l’export delle aziende sabaude ha superato quello delle imprese venete (+4,4%), mentre in terza e quarta posizione troviamo Friuli Venezia Giulia (+4%) e Lombardia (+3,6%). A livello provinciale, le PMI di Alessandria e dintorni risultano essere le più competitive all’estero, così come quelle di Como, Belluno e, a seguire, le realtà imprenditoriali di Firenze e Parma. Tutti i numeri riportati mettono in luce una forte proattività del nostro sistema microaziendale e una maggiore attitudine ad aprirsi ai mercati esteri. Il merito va alla lungimiranza di alcuni imprenditori e alla loro capacità di sfruttare a pieno le potenzialità del cosiddetto digital export. Si, perché per esportare non bastano più i tradizionali canali di vendita; oggi avere buone soluzioni ecommerce è indispensabile per non essere travolti dai competitors, soprattutto oltre confine.