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Social Business Collaboration, in Italia piace

Fra grandi aziende e PMI del nostro Paese si diffondono progetti collaborativi ideati secondo i meccanismi dei social network. A confermarlo è una ricerca della School of Management del Politecnico di Milano.  

Social Business Collaboration per migliorare la comunicazione all’interno dell’azienda, creare costante coinvolgimento tra colleghi, clienti e partner, condividere conoscenze e dati acquisiti, aumentare l’efficienza dei processi lavorativi. Benché l’Italia sia ancora un gradino sotto la media europea quanto a digitalizzazione e nuove tecnologie in ambito business, gli imprenditori del nostro Paese sembrano aver ben chiari i vantaggi apportabili da progetti collaborativi che sfruttano i meccanismi dei social media. Lo conferma una recentissima ricerca dell’Osservatorio Collaborative Business Application, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, secondo il quale il 61% delle nostre grandi imprese ha avviato o sta avviando almeno un’iniziativa in ambito collaborativo; stesso discorso per il 20% delle PMI. Dunque pare piuttosto diffusa tra i decision maker la volontà di incrementare l’efficienza dei propri dipendenti attraverso strumenti quali comunità, gestione dei profili,  file-sharing, blog, wikis, bookmark, gestione dei contenuti, instant messaging, online meeting, gestione eventi... Di tutte queste iniziative attuate dalle diverse realtà imprenditoriali italiane, il 32% è in fase di pianificazione, il 31% in fase pilota, il 19% nel momento di estensione dal pilota iniziale, e il 18% in fase di utilizzo diffuso. Molto interessante è il dato relativo al grado di soddisfazione delle imprese che hanno già introdotto uno o più progetti collaborativi: l’85% del campione dichiara di esserne soddisfatto o addirittura molto soddisfatto. Ma quali sono i processi aziendali maggiormente interessati dalle iniziative di Social Business Collaboration in Italia? Nel 34% dei casi sono coinvolti marketing e vendite, nel 32% la gestione dei sistemi informativi, nel 29% la comunicazione interna e, a seguire, acquisti (22%) e operations (21%). Poco interessati sono i processi di logistica (12%), gestione risorse umane e qualità (11%). Per quanto concerne invece gli strumenti introdotti in tali ambiti aziendali, prevalgono quelli di carattere collaborativo (54%), di archiviazione documentale (46%) e di workflow management (46%). Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le iniziative di Social Business Collaboration non sono unicamente incoraggiate dal reparto IT ma anche dal Top Management (42%), da Marketing e Vendite (28%) e dai dipendenti (25%). Ciò conferma quanto i progetti collaborativi siano trasversali all’interno delle organizzazioni aziendali, indipendentemente dalle loro dimensioni.