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Tessile-fashion, nel 2015 continuerà a crescere

Le PMI del settore avvertono segnali di ripresa, bene le esportazioni e la domanda B2B intrafiliera. Il saldo commerciale 2015 aumenterà del 5,9%.

Tutti gli indicatori di settore sono in aumento, le PMI del tessile/fashion italiano godono ora di buona salute. I nuovi dati diffusi dal Centro Studi di Sistema Moda Italia (Smi) parlano di un fatturato 2014 in crescita del 3,3% su base annua, con un turnover settoriale superiore a quello 2013 di circa 1,7 miliardi di euro. A godere del trend positivo sono le aziende dell’intera filiera, che aumentano i propri volumi di vendita da un minimo di 2,9% a un massimo di 4,1%. Confermate anche le previsioni sull’export: +3,9%, per un valore complessivo pari a 28,5 miliardi di euro. Aprendo il capitolo mercato interno occorre invece fare una distinzione. Se consideriamo la variabile “consumo apparente”, possiamo apprezzare un +2,5%, dovuto essenzialmente a un incremento della domanda B2B intrafiliera; se invece analizziamo il dato “consumo finale”, i miglioramenti rispetto al 2013 sono sensibili ma il saldo è ancora negativo (da -7,1% a -3%). La ripresa del tessile made in Italy sta avendo anche ripercussioni sul dato occupazionale del settore: dopo la grave contrazione che caratterizzò il periodo 2008-2013 (96 mila posti in meno), l’anno scorso i lavoratori del tessile sono diminuiti “solo” dello 0,3%. Discorso simile per il numero di aziende attive nel nostro Paese: dal gennaio al dicembre scorso hanno chiuso circa 780 attività (-1,6% rispetto al 2013). Benché gli ultimi due valori analizzati siano preceduti dal preoccupante segno “-“, i dati 2014 sono da ritenere confortanti. Le previsioni del tessile/fashion 2015  confermano infatti l’inversione di tendenza rispetto ai periodi bui del recente passato. Nel primo semestre 2015 assisteremo a un turnover settoriale in salita del 2,8%, con il tessile a +2,5% e l’abbigliamento-moda a +2,9%. Le esportazioni proseguiranno a buon ritmo (+3,3%), anche se in lieve calo rispetto allo stesso periodo 2014 (+4,3%), mentre l’import farà registrare una significativa diminuzione (dall’8,2% al 3,4%). Se tali stime saranno confermate, il saldo commerciale 2015 vedrà un aumento di circa 6 punti percentuali. E l’occupazione? Per rispondere a questa domanda occorre tener conto del trend degli ultimi anni. Se considerassimo il solo valore numerico relativo al 2015 (-0,2%), non analizzeremmo in maniera seria il problema e non avremmo una visione realistica dell’attuale stato di forma del settore tessile/fashion italiano. Certamente non si può parlare di ripresa record ma neppure sprofondare nel pessimismo parlando di falsa crescita. Come indicato nell’analisi Smi, “il contesto di riferimento resta gravato da non poche incertezze sia politiche sia economico-finanziarie, acuite da spinte contrapposte come nel caso di mercati importanti come la Russia da un lato e gli Usa dall’altro”. Ma i motivi per essere ottimisti sussistono poiché “la flessibilità che notoriamente contraddistingue le imprese del tessile-moda italiane e la loro capacità/velocità di farsi trovare pronte ai repentini mutamenti del mercato costituiranno, dunque, ancora una volta un fattore critico di successo in grado di garantire un 2015 complessivamente in crescita”.