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Trend ecommerce Italia 2015, Prima parte

Dati e tendenze dello shopping online secondo la Casaleggio Associati. Il fatturato del commercio elettronico 2014 in Italia è stato di circa 24,2 miliardi di euro e crescerà ancora nei prossimi mesi. 

Presentata la ricerca “E-commerce in Italia 2015” della Casaleggio Associati. La nota società di consulenza digitale e web ha redatto un documento che racchiude statistiche e trend del commercio elettronico italiano. Ieri, 16 aprile, presso la Camera di Commercio di Milano, Davide Casaleggio e alcuni rappresentanti delle più importanti realtà ecommerce italiane e internazionali (Cortilia, LoveTheSign, Martha’s cottage, Coin e Privalia), hanno confermato la crescita dello shopping online nel nostro Paese. Il fatturato ecommerce 2014 è stato di circa 24,2 miliardi di euro, in rialzo dell’8% rispetto all’anno precedente. La parte del leone la fanno le multinazionali straniere che progressivamente stanno ampliando il proprio raggio d’azione, conquistando anche il nostro mercato. A crescere maggiormente sono quindi realtà come Amazon, Ebay e tutti quei “centri commerciali online” che, in media, hanno visto lievitare i profitti del 55%. A seguire, con un +30%, troviamo gli e-shop della moda. Benché sia un risultato di tutto rispetto, gli operatori del fashion sperano di raggiungere anche in Italia fatturati più alti, come accade in molti altri Paesi. Lo strapotere dei marketplace e di alcuni attori stranieri ha invece sfavorito l’acquisto sul web di prodotti dei settori elettronica di consumo (-4%) ed editoria tradizionale, quest’ultima ancora in positivo solo grazie agli e-book. Prosegue anche la diffusione di soluzioni ecommerce fra le diverse realtà aziendali del nostro Paese ma attenzione ai soliti marketplace che, nemici giurati degli operatori di alcuni settori merceologici, possono invece rivelarsi validi alleati per vendere determinati prodotti all’estero. Appoggiarsi a servizi come Amazon, Ebay ed Etsy (per gli Usa), Tmall (per la Cina), Mercado Libre (per il Sud America) e Jumia (per il continente africano) potrebbe rivelarsi la mossa vincente per conquistare i mercati internazionali. A confermare lo stato di salute del commercio elettronico di prodotti italiani all’estero è lo stesso Davide Casaleggio, partner della Casaleggio Associati. “Nel 2014 il fatturato e-commerce delle aziende italiane generato oltre confine è stato in media il 31% (in crescita rispetto al 29% del 2013) delle vendite online complessive delle imprese attrezzate per vendere all’estero”. E ora il capitolo mobile. Dallo studio “E-commerce in Italia 2015” la percentuale di fatturato da  commercio elettronico via smartphone e tablet risulta in forte crescita rispetto agli anni passati. In particolare, nel 2014 il mobile ha generato il 13% dei ricavi ecommerce, mentre nel 2013 si era fermato all’8,5% e nel 2012 al 5%. Tale incremento, oltre che alla diffusione di device in Italia, è dovuto all’aumento investimenti in soluzioni mobile-friendly da parte delle aziende: siti web responsive e app sono cresciuti dell’11%.

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