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Trend ecommerce Italia 2015, Terza parte

Dati e tendenze delle vendite retailing B2B online secondo Frost & Sullivan. Il volume d’affari raggiungerà il doppio di quello generato dall’ecommerce B2C: 6.700 miliardi di dollari di entrate entro il 2020.

Nei nostri precedenti appuntamenti dedicati all’ecommerce ci siamo soffermati ad analizzare dati e tendenze del commercio elettronico B2C in Italia secondo le previsioni di Casaleggio Associati e Netcomm. Oggi, invece, il nostro focus si sposta sul tema delle transazioni fra aziende. Con l’ausilio di  Frost & Sullivan e della nuova ricerca “Future of B2B Online Retailing”, intendiamo approfondire meccanismi e contingenze che hanno portato alla grande diffusione delle vendite al dettaglio business-to-business via web. Si, perché il volume d’affari del retailing B2B raggiungerà il doppio di quello generato dall’ecommerce B2C: 6.700 miliardi di dollari di entrate entro il 2020. Uno dei motivi principali di un trend così positivo è la rapida migrazione di produttori e grossisti da sistemi legacy a piattaforme open e online. Ciò perché i primi, prevedendo lo scambio di dati per via elettronica, risultano essere più costosi e meno pratici. Frost & Sullivan sostiene che le vendite online B2B rappresentano oggi il 27% del commercio totale del settore manifatturiero. Ma quali sono le aziende che più si affidano al web per completare processi di acquisto online? Certamente quelle cinesi e quelle statunitensi che, in presenza di mercati e piattaforme pubbliche multi settore (Alibaba e Amazon), stanno orientando il mondo dei rapporti online B2B da un modello one-to-many a uno many-to-many. Dunque da una piattaforma elettronica per i propri fornitori a una soluzione integrabile a 360 gradi: dai processi di approvvigionamento online all’acquisto di beni. Secondo Archana Vidyasekar, Team Lead del gruppo per la Visionary Innovation di Frost & Sullivan, le reti industriali private (in cui aziende specifiche convergono per scambiare prodotti) e i marketplace pubblici impiegati per l’acquisto in loco hanno guadagnato una posizione di rilevanza nell’ultimo decennio. Di conseguenza, poiché le imprese acquistano più di quanto vendono sul web, tali reti aperte di tipo B2C concorreranno a dare ai venditori maggiore visibilità offrendo loro vere e proprie vetrine virtuali. Ma nonostante le analogie, il B2B presenta comunque differenze e particolarità rispetto al business-to-consumer: prezzi variabili, ordini elevati e flessibilità per spedizioni e logistica. I fornitori inoltre dovranno preoccuparsi di tutti quegli aspetti normativi e fiscali che solitamente influenzano le vendite. In molte realtà aziendali, ad esempio, si è già provveduto a destinare una fetta sempre più consistente del personale a operazioni di consegna prodotti ed erogazione servizi nei limiti imposti dalle restrizioni vigenti.

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